ROCCOLO GRASSI: IL VIGNETO DI FAMIGLIA E L’AZIENDA


L’INCONTRO

L’incontro con questa azienda è stato buffo : era il lontano 2002 , a casa di un amico per una serata dedicata all’Amarone. Le bottiglie erano anonime, celate alla vista dei presenti , appartenenti al gotha dei grandi nomi della Valpolicella . Fra i mostri sacri della tipologia si fece strada un Amarone straordinario , impressionante per forza espressiva e capacità di beva, ben lontano dallo stereotipo del vino monumentale il più delle volte relegato a fine pasto, ai formaggi o alla meditazione davanti al caminetto. Una volta rivelato , apparve un nome che mai avevo sentito nominare e che rimarrà negli anni successivi impresso nella mia personale memoria , Roccolo Grassi e , sorpresa , ci fu rivelato in quell’occasione che fra gli “assaggiatori” c’era proprio il vigneron/produttore. Per tutta la serata , fra il sorriso benevolo del produttore stesso (e dei partecipanti che …sapevano), a mia insindacabile convinzione quel vigneron lo chiamai “Roccolo” per tutta la serata…. Solo alla fine mi rivelò di chiamarsi “Marco” e , il divertente, fu che ero convinto che quest’ultimo fosse uno pseudonimo per mascherare nella vita quotidiana quell’originale nome che gli avevo attribuito … in realtà Roccolo Grassi è il nome di uno straordinario vigneto di famiglia , sulle colline di San Briccio, da cui prende il nome l’azienda vinicola ; il proprietario di cui scriviamo , giovane e dinamico , è Marco Sartori.

L’AZIENDA

L’Azienda nasce nel 1996 , proprio all’ingresso di Marco , fresco di studi in Enologia, a supporto del papà Bruno nelle attività di cantina. Marco , a cui si unirà successivamente la sorella Francesca , dà impulso e indirizzo qualitativo deciso alla produzione , bruciando le tappe fino ad arrivare ai vertici qualitativi dell’area. La filosofia sembra semplice ma è dettata dallo spirito giusto: qualità senza compromessi, rispetto per la natura, grandi capacità tecniche, rese bassissime , numero limitato di bottiglie.
Mai staccatosi da un concetto di aderenza totale al territorio, i suoi vini sono dotati di una straordinaria capacità di beva e di complessità rara.

I VINI

Soave “Vigneto La Broia”. Nei pressi della cantina esiste un piccolo appezzamneto di 3 ettari , la Broia , che sorge su terreno calcareo che dona finezze e complessità eccezionali alla Garganega che ne nasce. Il prodotto finale, un Soave di rara mineralità ed intensità. Di bellissima materia, da giovane si presenta fruttatissimo, floreale e minerale , con il tipico retrogusto di mandorla. Dalla capacità straordinaria di invecchiare, si complessa con l’età ulteriormente, accrescendo di intensità di colore e trasfigurandosi in aromi terziari deliziosi di confetture e frutta matura. Recentemente ho bevuto annate quasi decennali di sorprendente integrità e personalità. In bocca è fresco , sapido e di grande struttura.
Valpolicella Superiore . E’ cangiante fin dal colore, rosso vivo e intenso. Proviene dal vigneto Roccolo Grassi e composto dalle uve classiche della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella e Croatina. I suoi profumi sono eccezionalmente piacevoli e spaziano dai frutti di sottobosco, more e mirtilli, ad aromi superiori e complessi, quali spezie , cioccolato e tabacco. Di bocca splendida per capacità di abbinarsi a piatti di robusta costituzione, è compagno di desco sincero e autorevole, se invecchiato giustamente anche per importanti piatti elaborati di cacciagione .
Amarone della Valpolicella. Il fiore all’occhiello dell’azienda , è vino sontuoso sia per struttura che per complessità. La densità d’impianto è alta, 6500 ceppi per ettaro. La resa bassissima . I vitigni sono quelli classici della Valpolicella. Rosso deciso, cupo ed intenso, indice già alla vista di materia grandiosa. Lo splendido prodotto impressiona per una straordinaria propensione ad abbinarsi con cibi impegnativi, quali brasati e selvaggina da pelo. Ha profumi di visciola sotto spirito e macis, intensi, veicolati da alcool importante ma non fastidioso. Con l’ossigenazione si apre a ventaglio con ricordi di tabacco biondo e la classica cioccolata. In bocca è equilibrato nonostante la materia debordante, l’alcool quasi non si percepisce. Si percepisce un senso di pienezza , rotondità ben amalgamata a tannini finissimi , di grandissima persistenza. E’ vino , se invecchiato, da non contaminarsi con cibo alcuno, perchè l’età gli dona uno spettro sensoriale unico e sfaccettature da discriminare in gioiosa riflessione .
Recioto della Valpolicella. Prodotto in quantità irrisorie, è un vero gioiello di piacevolezza. L’uvaggio è quello della Valpolicella e Amarone. Ricco di colore, quasi impenetrabile alla vista. I profumi sono inebrianti di una sultanina appassita, speziato come pochi, chiare note di erbe officinali. Qualche nota affumicata arricchisce l’insieme. La bocca è rotonda ed amplissima, strutturata e imponente. Avvolge il palato e lo accarezza in maniera quasi indecente. Lascia stupefatti una pulizia esemplare, mai stucchevole per fresca acidità pulente, nonostante il residuo zuccherino importante. Non lo abbinerei a dolci ma a formaggi stagionati.

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