Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Se è vero che i cibi più buoni sono anche quelli più pericolosi per la salute, il cioccolato sembra essere la classica eccezione che conferma la regola, o almeno in parte. Chi vuole beneficiare a pieno del suo prezioso carico di antiossidanti deve infatti abituarsi ai risvolti amarognoli del fondente, rinunciando al gusto cremoso del cioccolato bianco e a quello vellutato delle barrette al latte.
Il cioccolato nero fa bene anche all’umore, è un antistress e riduce persino il colesterolo “cattivo” nel sangue.

 
Il cioccolato fondente dal gusto più intenso, ovvero quello con percentuali di cacao che vanno dal 70 al 100% è un vero toccasana. Grazie al grande contenuto di flavonoidi (rinomati antiossidanti presenti negli alimenti di origine o derivazione vegetale, come il tè, il vino rosso, gli agrumi ed i frutti di bosco), infatti, se mangiato con regolarità, questo cioccolato ha il potere di abbassare la pressione, proteggere le arterie, prevenire le malattie cardiovascolari.

 
Sebbene si conservi a lungo il cioccolato non è eterno. Se protetto dalla stagnola che solitamente lo avvolge resta inalterato per un anno e mezzo, ma a patto di non tenerlo al caldo o in frigorifero. Infatti il freddo in particolare provoca salita in superficie dei cristalli di zucchero, un’alterazione a cui non è più possibile porre rimedio.
L’unico deterrente al consumo massiccio di cioccolato è costituito dalle sue calorie: una tavoletta da 100 grammi ne fornisce ben 500, pari a un quarto del fabbisogno totale giornaliero di una persona adulta.

LA SICILIA E IL CIOCCOLATO DI MODICA

Il cioccolato di Modica ha origini antichissime, furono gli spagnoli che, per opera di Hernán Cortés intorno al 1519, importarono i primi chicchi di cacao avendone appreso le qualità eccellenti e le potenzialità economiche, e ne instaurarono successivamente un vero e proprio commercio intorno al 1580. Facendo diversi usi e avendone appreso la lavorazione, fu durante la loro dominazione in Sicilia nel XVI secolo, che gli spagnoli la introdussero nella “Contea di Modica” – la Contea più grande del Regno di Sicilia, tale da nominarsi anche come “Il Regno nel Regno” sia per l’astensione del suo territorio (si estendeva, di fatto alle porte di Palermo) che per le ricchezze economiche, le risorse del territorio, la magnifica arte barocca nonché le tradizioni dolciarie radicate in essa. Contrariamente a quanto avvenne in seguito nel Regno d’Italia e in tutta l’Europa, nella Contea di Modica non si passò mai alla lavorazione industriale del cioccolato, conservandone così l’artigianalità della sua manifattura. Il “Cioccolato di Modica” si presenta di colore nero scuro con riflessi bruni; rustico, quasi grezzo, con granuli di zucchero lasciati grossolani che gli conferiscono, oltre alla particolarità nel gusto, una brillantezza di riflessi quasi come “pietra marmorea”; il suo gusto di cacao è tondo, vellutato e persistente. La sua lavorazione, che avviene quasi a freddo (al massimo a 35 / 40 °C), permette di mantenere inalterate le sue caratteristiche organolettiche. Tutto ciò lo differenza dagli altri tipi di cioccolato, rendendolo originale e quindi unico nel suo genere.