LA SALSICCIA DI BRA PROTAGONISTA DELLA CUCINA PIEMONTESE


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Il prodotto non avendo bisogno di stagionatura viene consumato fresco e tutto l’anno. Il suo consumo era, ma lo è tuttora, molto diffuso nella cultura alimentare non solo provinciale ma anche regionale, tanto da essere considerata protagonista indiscussa di molte manifestazioni e rassegne enogastronomiche della Regione Piemonte.

LE ORIGINI

La Salsiccia di Bra può fregiarsi di una Concessione regia di Casa Savoia a firma di Re Carlo Alberto nel 1847. L’atto proibiva la produzione di salsicce bovine in tutto il territorio nazionale con l’eccezione di quella prodotta a Bra dai macellai locali. La leggenda vuole che tale provvedimento fosse stato emesso per non danneggiare la forte comunità ebraica della vicina Cherasco che, per motivi religiosi, non poteva consumare carne di maiale. Successivamente, per evitare un rapido irrancidimento delle carni, i macellai braidesi miscelarono il grasso suino alla carne magra, sostituendo così l’utilizzo del grasso bovino.
Da questa nobile esclusiva è nata la tradizione che è divenuto motivo di vanto dei macellai cittadini che si tramandano l’antica ricetta di padre in figlio.

LA SALSICCIA IN CUCINA

La salsiccia di Bra viene preparata con carne magra di vitello che unita a pancetta di maiale (20-30%), e macinata finemente assieme al condimento è insaccata nel budello naturale.
Si consuma fresca sia cruda (anche accompagnata da succo di limone), specie come antipasto, che cotta o come ingrediente nella preparazione di diversi piatti: salatini alla salciccia di Bra, risotto alla salciccia di Bra, tajarin con sugo alla salciccia di Bra, polenta e salciccia di Bra, salciccia alla griglia, salciccia di Bra cotta nel vino e altri.

Dal 2003 la salciccia di Bra è protetta da un marchio di qualità e da un disciplinare di produzione redatto a cura del Consorzio macellai braidesi. La salciccia di Bra è inoltre riconosciuta nell’Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte.

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