DA BAMBERG ALLA BRIANZA: FUMATA BIANCA DEL BIRRIFICIO MENARESTA


Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Nome: Fumata bianca
Produttore: Menaresta (Carate Brianza, MB)
ABV: 5%
Formato: 33 cl
Lotto: L43

LA BIRRA

La Fumata Bianca del Birrificio Menaresta si ispira alle birre affumicate tipiche della cittadina di Bamberg, in Oberfranken (Germania), ma reinterpreta liberamente la specialità fràncone in chiave brianzola, sostituendo il tradizionale lievito a bassa fermentazione con un ceppo ad alta fermentazione dal profilo neutro e rifermentando il tutto in bottiglia. Decisamente teutonici sono invece l’impiego di una sostanziosa quantità di malto affumicato (Rauchmalz) e l’uso esclusivo di luppoli tedeschi (Tettnang Perle e Tettnang Tettnanger). La grafica in etichetta e l’ampia e scherzosa spiegazione esplicitano la scelta del nome e il legame con la Germania e con Bamberg. Tradizionalmente nella meravigliosa cittadina fràncone vengono prodotte birre impiegando malto d’orzo affumicato con legno di faggio stagionato – occasionalmente anche di quercia. Il termine generico è Rauchbier, letteralmente “birra affumicata”, ma i birrai usano il Rauchmalz in vari stili di birra: Märzen, Lager, Bock, Doppelbock, Weizen e Weizenbock. Gli aromi tipici possono a volte ricordare lo speck e la scamorza affumicata, ma la caratteristica che accomuna tutte le variazioni locali, soprattutto quelle a bassa gradazione alcolica, è l’essere molto saporite e al tempo stesso beverine.

L’ASSAGGIO

Nel bicchiere la birra è di colore giallo paglierino, limpida, con abbondante schiuma bianca e persistente (occorre prestare attenzione a non versare il sedimento naturale di lievito che si forma sul fondo della bottiglia in seguito alla rifermentazione, pena l’intorbidimento della birra). L’aroma predominante è quello del malto affumicato: non si percepiscono scamorza o speck, ma un sentore rotondo di cereale e fumo, che non vira mai verso l’untuoso e il bruciato. In secondo piano, ma comunque presenti e ben amalgamati, si trovano il malto d’orzo non affumicato (pane bianco e miele) e la luppolatura erbacea e speziata, che ampliano lo spettro delle percezioni olfattive. Quanto emerso al naso, si ripresenta in bocca e nel retrolfatto in modo speculare: al dolce iniziale segue subito un ritorno del Rauchmalz che prelude a un finale amaro, asciutto e luppolato, di media persistenza. La gasatura è media e insieme all’amaro ripulisce il palato dall’affumicato, preparandoci per un nuovo sorso. Le tre componenti principali – malto, “fumo” e luppolo – sono ben equilibrate e il risultato è una Rauchbier brianzola gustosa e di facile consumo (5 gradi alcolici), che rende onore alle sue origini tedesche.

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