DAL BIRRIFICIO VIA PRIULA ECCO A VOI CAMOZ


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Nome: Camoz
Produttore: Via Priula (San Pellegrino Terme, BG)
ABV: 8,5%
Formato: 33 cl
Lotto: L5492

LA BIRRA

La beer firm Via Priula nasce nel 2010 per volontà di Giovanni Fumagalli, Mauro Zilli, Marco Orfino e Serenella Lancini. Non possedendo un impianto proprio, i soci si appoggiano inizialmente a vari birrifici nel nord Italia e producono una gamma di birre ampia e varia, che da alcuni anni propongono anche in un bel locale di proprietà a San Pellegrino Terme. Giovanni Fumagalli ha alle spalle una lunga carriera da homebrewer e Camoz nasce proprio dalle sue sperimentazioni casalinghe, tra il 2006 e il 2010, e dalla voglia di proporre una birra che ricordasse certe imperial stout e imperial porter statunitensi come la Gonzo di Flying Dog o la Yeti di Great Divide, in cui tostatura e luppolatura fossero spinte quasi all’estremo, combinando potenti aromi torrefatti e agrumati. Camoz vince il concorso La guerra dei cloni 2010 svoltosi presso Le Baladin di Piozzo (CN), permettendo a Giovanni di produrre una prima cotta sull’impianto del Birrificio Babb e spingendolo a diventare professionista. A distanza di alcuni anni Camoz conferma quanto mostrato già all’esordio, classificandosi terza a Birra dell’anno 2015 (Cat. 13 – scure, alta e bassa fermentazione, alto grado alcolico, d’ispirazione angloamericana) e ricevendo la menzione “Grande birra” nella Guida alle birre d’Italia 2015 di Slow Food. Camoz (camoscio, in dialetto) deve il suo nome a Camòs, un alpinista, scalatore, chiodatore e grande amico del birraio. Così dichiara Fumagalli sul sito del birrificio: «Proprio in quegli anni nasceva la Càmoz, birra molto alcolica, dall’aspetto che un pò spaventa, ma dispensatrice generosa di aromi e profumi: quella birra era lui! Già al secondo o terzo esperimento gli appioppai quel nome: Càmoz. Perché Càmoz e non Camòs? Perché era lui che storpiava il suo soprannome in quel modo, soprattutto nei momenti etilici, quando voleva spiegare a chi aveva di fronte che il Càmoz era lui e l’altro non era proprio nessuno. O meglio, “nezzuno”: “Ol Càmoz sò mé e òter sìf toeucc di nezzuni!!!”. Quante volte ce lo siamo sentito dire…».

L’ASSAGGIO

Colore marrone molto scuro, quasi nero, impenetrabile alla luce, tanto che non si riesce a capire se la birra è limpida o meno. La schiuma è abbondante, molto compatta e a grana finissima, di color nocciola scuro, persistente, con lacing nel bicchiere. Davvero un bel vedere! L’aroma è ricco e intenso: innanzitutto spiccano intensi aromi tostati e torrefatti di caffè, caffè d’orzo, orzo tostato, cioccolato, cacao, cui segue – distinto ma in secondo piano come intensità rispetto ai precedenti – l’agrumato del luppolo americano (si utilizza la varietà Cascade), che aggiunge complessità e interesse e si amalgama molto bene alle tostature. Di intensità media sono gli esteri fruttati (prugna, uvetta e ciliegia) e la base maltata, di supporto al resto, che rimanda al biscotto e al caramello. In bocca è il trionfo dell’amaro (120 IBU dichiarati in etichetta), ma la birra è ben strutturata e la prima percezione è quella dolce, anche se essa è immediata e dura poco. L’amaro è potente ma non aggressivo, dovuto alla luppolatura e ai malti tostati e torrefatti e rimane sul palato a lungo. La persistenza retrolfattiva è elevata: si percepisce prima il luppolo agrumato, poi la liquirizia con un amaro intenso e netto, poi, scendendo progressivamente in intensità ma aumentando in persistenza, il caffè e l’orzo tostato e sul finale prugne, cioccolato e malto, con caramello e biscotto. Dopo aver mostrato i muscoli, la birra è invece morbida sul palato; il corpo è pieno e la carbonazione è media. Un leggero riscaldante causato dal grado alcolico, è percepibile piacevolmente dopo aver deglutito. Camoz è una birra fortemente caratterizzata, intensa, focalizzata sulle tostature spinte col luppolo a fare da controcanto in modo armonico. Sapori intensi ma ben bilanciati.

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