DALIBOR, LA NUOVA PILS DI BIRRIFICIO LARIANO


Nome: Dalibor
Produttore: Birrificio Artigianale Lariano (Sirone, LC)
ABV: 4,6%
Formato: 33 cl
Lotto: L0915

LA BIRRA

Il Birrificio Lariano, fondato nel 2008, è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, tanto che nella seconda parte del 2015 ha dovuto cambiare sede e ampliare l’impianto produttivo. I preparativi per il trasferimento non hanno però impedito al birraio Emanuele Longo di lanciare la Dalibor, una birra dichiarata in stile Bohemian Pils. Rimaniamo dunque nella tradizione delle birre chiare a bassa fermentazione di stampo mitteleuropeo, un terreno in cui il Birrificio Lariano si è ormai specializzato e distinto a livello nazionale – basti pensare che da ormai due anni consecutivi la Grigna, l’altra Pils della casa, si classifica al primo posto nella categoria che il concorso Birra dell’Anno dedica alle birre «Chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, ‘Italian Lager’» (Cat. 1). Le etichette del Birrificio Lariano associano un animale a ciascuna birra e per Grigna e Dalibor è stato scelto un tema “felino”: la prima ha in etichetta un gattino, la seconda una lince. Certamente si tratta di due birre che, pur essendo diverse, prima affascinano facendo le fusa e poi graffiano lasciando il segno. I nomi di entrambi i prodotti derivano da due leggende: nel caso della Dalibor, la storia è ambientata nella torre Daliborka del Castello di Praga. Sembra che il nome dell’edificio derivi da quello del suo primo prigioniero, Dalibor di Kozojedy, un eroe popolare che combatté per difendere il popolo oppresso dai regnanti e fu incarcerato e giustiziato in segreto. Durante la prigionia, Dalibor era solito suonare il suo violino producendo una musica bellissima che si diffondeva per la capitale ammaliando i cittadini. E come la melodia dell’eroe era armoniosa, così questa birra è caratterizzata proprio dall’armonia tra le sue varie componenti.

L’ASSAGGIO

Appena versata Dalibor appare di colore giallo paglierino intenso, quasi dorato. La birra è limpida pur non essendo filtrata; è fluida e forma un bel cappello persistente di schiuma candida, a grana fine. Per produrre Dalibor si utilizzano solo malti chiari di tipo Pils e luppoli cechi. Stile e tradizione, dunque, che nel caso di una Pilsner significano riuscire a creare un prodotto in cui le materie prime siano in grande evidenza pur rimanendo ben bilanciate. Immediatamente si percepisce la luppolatura ceca (floreale, erbacea, delicatamente speziata ma anche, forse, garbatamente citrica e agrumata), che si amalgama con una base fragrante di orzo maltato e con una serie di descrittori associati a quest’ultimo (pane bianco fresco e una nota di miele appena accennata). L’imbocco è quasi balsamico, poi subito si percepisce il dolce, mentre il finale è amaro, rotondo, pulito e mediamente persistente. Il passaggio da un gusto all’altro è decisamente scorrevole e morbido. Nel retrolfatto, oltre ai sentori di malto e luppolo elencati in precedenza, emerge una nota di camomilla molto delicata e piacevole. Dalibor è una birra dalla gradazione alcolica bassa, con un corpo tra il medio-basso e l’esile, quindi molto facile da bere. La carbonazione (medio-elevata) viene percepita sul palato come un pizzicorio molto fine che aiuta a pulire la bocca e la prepara per un nuovo sorso. L’equilibrio generale è quindi impeccabile e la birra si fa ricordare per essere tanto semplice e beverina quanto gustosa e armoniosa, proprio come la melodia del violino di Dalibor.

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