DALLE CILIEGIE ECCO A VOI LA BIRRA SCIRES BRQ 13-14


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Alcol: 8% | Formato: 37,5 cl | Lotto: 13-14

 
Pare che gli antichi Greci fossero soliti bagnare col sangue la prua delle navi al varo per ingraziarsi le divinità marine. Per inaugurare questa nuova rubrica era quindi opportuno sacrificare una bottiglia importante, che del sangue ricordasse almeno il colore.
Scires BRQ 13-14 è una birra alla frutta a fermentazione mista prodotta dal Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO). Il nome scirès in dialetto comasco significa “ciliegie” e infatti la peculiarità di questa birra è proprio l’aggiunta di ciliegie delle varietà Durone, Moretta e Ciliegione di Vignola, in una quantità pari al 25% in peso sul liquido. Sulle loro bucce sono presenti i lieviti naturali e i batteri lattici che una volta a contatto con il mosto di birra innescano una fermentazione acida.

LA BIRRA, LE CARATTERISTICHE E I RICONOSCIMENTI

Scires BRQ 13-14 viene brassata partendo da una Scires (birra inizialmente a bassa fermentazione, blendata con madri acide di annate diverse e ciliegie di Vignola e quindi acidificata naturalmente da queste ultime), barricata mediamente per 16 mesi in carati che hanno ospitato per quattro anni Blauburgunder. A questo punto la Scires prende l’acronimo BRQ, cioè barrique. Per ottenere il lotto 13-14, una porzione della produzione di Scires 2013 è stata blendata al 50% con l’annata 2014 e rifermentata in bottiglia a partire dal maggio 2015. In totale sono state messe sul mercato 5000 bottiglie numerate (il nostro campione era la n. 0094).
Scires e Scires BRQ siano birre vive, profondamente influenzate sia dalle materie prime che dal particolare processo produttivo: questo tipo di fermentazioni spontanee, anche se indotte, non sono mai controllabili e prevedibili al 100% nonostante la maestria del birraio. Inoltre le caratteristiche delle ciliegie variano a seconda del raccolto e anche il passaggio in legno contribuisce all’unicità di ogni lotto di Scires BRQ, dato che le barrique trasmettono caratteristiche diverse alla birra a seconda della cantina di provenienza, del contenuto precedente, del numero di utilizzi e delle condizioni di stoccaggio (temperatura, umidità, posizione etc.). Gli sforzi sono però stati ampiamente ripagati, perché grazie a queste alchimie il Birrificio Italiano ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali:
Scires BRQ | bronzo | cat. Belgian-Style Fruit Sour Ale | European Beer Star 2015
Scires | 2. classificato | cat. Birre acide | Birra dell’Anno 2014
Scires BRQ SC#3 | 2. classificato | cat. Birre acide | Birra dell’Anno 2013
Scires | 1. classificato | cat. Birre alla frutta | Birra dell’Anno 2012
Scires BRQ SC#3 | 2. classificato | cat. Birre acide | Birra dell’anno 2012
Scires | 1. classificato | car. Birre aromatizzate con spezie o frutta | Birra dell’anno 2008
Scires | 2. classificato | cat. Birre acide, affumicate o maturate in legno | Birra dell’anno 2007

L’ASSAGGIO

Purtroppo la fotografia non rende giustizia al colore della birra, che in realtà si avvicina al cremisi, con intensi riflessi sanguigni e violacei se guardata controluce. L’etichetta consiglia di non agitare la bottiglia prima di servirla ed eventualmente di decantare il prodotto. Nonostante tutte le attenzioni del caso, Scires BRQ appare comunque molto velata. La schiuma è color nocciola chiaro, quasi rosata, fine e abbondante appena versata e pur riducendosi in breve tempo, non svanisce del tutto e rimane a lungo nel bicchiere. La birra è fluida. Il colore può quindi ricordare un vino rosso, o anche il Durone nero di Vignola, ed entrambe questi rimandi si ritrovano al naso. Gli aromi principali sono: ciliegia stramatura, vinoso (del resto il Blauburgunder rimanda a sua volta ai piccoli frutti rossi e al ribes), ciliegie nere dolci, amarene, uva matura e frutta cotta nel vino. È percepibile una nota lattica gentile, non spigolosa. Poi emerge la caratterizzazione data dalla botte: legno umido e un accenno di vaniglia, con sullo sfondo cuoio e un leggerissimo biscottato/tostato. In bocca l’equilibrio è tutto giocato tra l’ingresso dolce e la pungenza dell’acido, che emerge quasi immediatamente e pervade la bocca. Qui è proprio l’acido a pulire il palato e ad alleggerire ulteriormente il corpo (già medio-basso) con l’aiuto dalla carbonazione (bassa). Il finale è delicato e mediamente persistente, ma è nel retrolfatto che Scires BRQ dà il meglio di sé.
Viene fuori una carrellata di sensazioni che partono da un piacevolissimo vinoso, acidulo e morbido, passano per una serie di descrittori che rimandano alla botte (vaniglia, cocco, mandorla tostata) e finiscono di nuovo con le ciliegie, magari sotto forma di marmellata. Scaldandosi la birra evolve ulteriormente: c’è una rotondità che rimanda al cioccolato, allo zucchero di canna e alla prugna cotta (ora evidentissima anche al naso) e da ultimo è percepibile una nota aromatica speziata (cannella) che rimane anche in bocca, unita a un vinoso agrodolce.

 

 

Certamente si tratta di una birra importante, dalla lunga e laboriosa preparazione ed è sorprendente come tutte le fasi produttive si percepiscano in successione durante l’assaggio, regalando una bevuta ‘a strati’ quasi didattica. Una birra complessa e accattivante, cangiante con l’alzarsi della temperatura e ben amalgamata nelle sue molteplici componenti, che merita sicuramente di essere tenuta in cantina per saggiarne l’evoluzione nel tempo.

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