TWO: ANNIVERSARY ALE DEL BIRRIFICIO HOP SKIN


Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Nome: Two
Produttore: Hop Skin (Curno, BG)
ABV: 7,0%
Formato: 33 cl
Lotto: 032/15

LA BIRRA

Paolo Algeri e Gioia Ravasio fondano Hop Skin nel 2013 e aprono il microbirrificio con annesso brewpub a Curno, in provincia di Bergamo. La anniversary ale chiamata Two nasce per celebrare il secondo compleanno dell’impresa. Si tratta di una imperial oatmeal stout con malto d’orzo, malto d’avena, vaniglia Bourbon e caffè etiope Yirgacheffe, fornito da L’ArtCaffè Torrefazione di Bergamo. La birra rientra nella tradizione brassicola inglese più classica: già verso la fine del Settecento era fiorente il commercio di Burton ales (un tipo di birra scura, dolce e forte prodotta appositamente per l’estero dai birrai di Burton upon Trent) e porter particolarmente alcoliche (stout porter) che partivano rispettivamente da Hull e da Londra ed erano esportate verso Riga, Danzica e San Pietroburgo, dove pare che fossero apprezzate dai nobili e dalla corte imperiale. La situazione mutò drasticamente il 31 marzo 1822, quando il governo zarista introdusse una tassazione protezionista che tagliò fuori dal mercato russo praticamente ogni bene di origine britannica, alcolici compresi, tranne le porter, che non furono incluse nei prodotti soggetti ad aumento di accisa. L’editto pose fine al commercio di Burton ales, ma le porter e le stout porter più alcoliche erano ancora ammesse e perfino richieste dalla corte di San Pietroburgo. I birrai di Burton si dedicarono ad altri stili e cercarono nuovi sbocchi commerciali, mentre i loro colleghi londinesi inondarono i mercati del Nord con le loro porter. Stando alle ricerche di Martyn Cornell e Ronald Pattinson, sembra che il nome imperial stout non avesse però alcun legame diretto con la vendita delle birre in Russia e che esso fosse comparso solamente negli anni venti dell’Ottocento in alcune inserzioni pubblicitarie (prima come imperial porter e/o imperial brown porter). Nel 1830, in seguito al Beerhouse Act che liberalizzò la produzione di birra in Inghilterra, nei listini dei maggiori produttori di porter comparve per la prima volta la categoria imperial stout a indicare la loro birra più alcolica e potente. Quindi l’aggettivo “imperial” inizialmente non aveva alcun legame geografico con la Russia, ma qualificava la birra più alcolica/potente nel listino (“biggest we do”), mentre l’aggettivo “Russian” non fu praticamente mai utilizzato dai contemporanei inglesi per tutto l’Ottocento. Solo nel 1921/22 Barclay Perkins iniziò a vendere una delle sue stout come Russian stout, indipendentemente dal fatto che essa non fosse prodotta per il mercato sovietico. Lo stile imperial stout fu quasi completamente abbandonato in patria già all’epoca della prima guerra mondiale, ma la tradizione fu mantenuta da alcuni produttori baltici, come A. Le Coq di Tartu, in Estonia. Risorse grazie a una commessa fatta dall’importatore Merchant du Vin (Seattle) al birrificio Samuel Smith (UK) all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso, che diede il via al revival dello stile da parte dei birrifici artigianali americani e inglesi. Imperial stout è uno dei pochi tipi di birra a poter essere invecchiato in bottiglia per alcuni anni ed è oggi prodotto in tutto il mondo in una miriade di variazioni sul tema.

L’ASSAGGIO

La birra è di colore nero, con un ridotto strato di schiuma nocciola scuro, ben formato e compatto, a grana fine, ma dalla persistenza medio-bassa. L’aroma è intenso e rimanda decisamente al caffè e alla vaniglia, con note di cioccolato al latte e una base maltata di caramello e biscotto in secondo piano. Accanto al torrefatto spiccano aromi fruttati di intensità medio-elevata: frutta essiccata (uvetta passa, ciliegie e prugne) e frutta secca (componente attribuibile in parte all’avena). è percepibile anche un leggero tocco alcolico neutro. L’imbocco è dolce e morbido, ma subito interviene l’amaro, che permane nel finale. La persistenza retrolfattiva è lunga e complessa: sentori empireumatici, caffè, liquirizia, fava di cacao e vaniglia, con tostature evidenti ma mai acri. Poi di nuovo la frutta secca ed essiccata, il cioccolato al latte e una nota quasi speziata/pepata appena percepibile, con uno sfondo di biscotto e toffee. L’alcol regala una sensazione riscaldante molto piacevole e insieme alla carbonazione media e all’amaro dato dai luppoli e dai malti torrefatti aiuta ad alleggerire la bevuta. Il corpo è medio-elevato e l’avena contribuisce a dare una sensazione setosa e morbida in bocca. Two è una birra succulenta, dal carattere forte ma gentile, per gli amanti delle tostature spinte, delle sensazioni “caffettose” e dei dolci profumi, con un ottima amalgama tra le sue molteplici componenti.