UNA DELLE ETICHETTE APRIPISTA DEL BIRRIFICIO DEL DUCATO: WINTERLUDE


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Nome: Winterlude
Produttore: Birrificio del Ducato (Busseto, PR)
ABV: 8,8%
Formato: 33 cl
Lotto: L245-15

LA BIRRA

Giovanni Campari, fondatore e birraio del Birrificio del Ducato, descrive così la sua birra: «La Winterlude prende anche lei il nome da una canzone di Bob Dylan, la scelta mi parve molto appropriata trattandosi di una winter warmer: l’idea dell’inverno come interludio, una pausa in attesa del risveglio, l’oblio prima della nuova vita. Le birre a cui mi sono ispirato sono alcune Tripel belghe ma non solo. Da sempre sono stato affascinato dal carattere così tipico dei luppoli di Poperinge e per questo ho cercato un contatto diretto con un coltivatore del luogo che mi potesse fornire alcune varietà del suo ultimo raccolto. La Winterlude è una birra che ci ha sempre dato grandi soddisfazioni nelle serate che spesso organizziamo dai nostri clienti ristoratori, ha una versatilità nell’abbinamento veramente notevole». Birra pluripremiata (due medaglie d’argento rispettivamente all’International Beer Challenge 2010 e alla European Beer Star 2011), è un ottimo esempio di Tripel belga, cioè una birra ad alta fermentazione, dal colore giallo dorato, tendenzialmente dolce e aromatica, ma con un finale amaro e secco il quale, unito a un’attenuazione elevata (l’attenuazione apparente – espressa in percentuale – è indicativa di quanto il lievito sia riuscito a fermentare gli zuccheri presenti nel mosto: più e bassa, più la birra risulta dolce) riesce a mascherare in modo incredibile la gradazione alcolica importante. Pare che il nome Tripel derivi dall’antica pratica belga di segnare i barili di birra con un numero di “X” corrispondente al contenuto in alcol: Singel (X), Dubbel (XX) e Tripel (XXX), con quest’ultima che era quindi il prodotto più alcolico e costoso. Uno stile che nell’accezione contemporanea ha avuto i suoi capostipiti nella Witkap Pater Trappistenbier (prodotta per la prima volta nel 1932 da Hendrik Verlinden presso De Drie Linden, a Braaschat) e nella Westmalle Superbier (realizzata nell’omonima abbazia nel 1934 e denominata Westmalle Tripel solo nel 1956). Tradizionalmente rifermentata in bottiglia ed effervescente, una Tripel ben fatta è una birra che si beve facilmente e si sente solo nel momento in cui ci si alza dal tavolo.

L’ASSAGGIO

Il colore è giallo dorato intenso con sfumature aranciate; la birra è leggermente velata. La schiuma ricorda una mousse: è bianca, finissima, molto compatta e crea i tipici merletti di Bruxelles all’interno del bicchiere. L’aroma è complesso e dominato dai sottoprodotti della fermentazione, con in primo piano esteri fruttati che ricordano la frutta sciroppata (pesca) e gli agrumi (arancia), ben amalgamati con una base maltata che rimanda al miele e al pane bianco. Sono evidenti anche lo zucchero candito (impiegato per alleggerire il corpo della birra) e una delicata speziatura dovuta al luppolo e al lievito, che ritornerà nel retrolfatto. Col passare dei minuti emerge anche una nota alcolica neutra, di bassa intensità, che aggiunge profondità al bouquet. In bocca Winterlude è dolce e avvolgente, con un sapore rotondo di malto, ma chiude nel segno del luppolo con un amaro asciutto che, insieme alla carbonazione elevata e al corpo medio, impedisce che questa birra risulti monotematica e ne facilita il consumo. Nel retrolfatto ritornano gli agrumi canditi, la frutta sciroppata, il miele, la speziatura e l’erbaceo del luppolo, amplificati dal riscaldamento che la birra subisce una volta introdotta nel cavo orale. Presenza costante durante tutta la bevuta è una sensazione riscaldante dovuta all’alcol, leggera e piacevole, che permane sul palato. Sapori decisi ma ben integrati per una birra decisamente equilibrata e adatta al periodo invernale.

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