VIENNA LAGER E L’ISPIRAZIONE AI CLASSICI STILI BRASSICOLI EUROPEI


Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Nome: Vienna Lager
Produttore: Canediguerra (Alessandria, AL)
ABV: 5,4%
Formato: 33 cl
Lotto: L152930

LA BIRRA

Il birrificio Canediguerra ha aperto i battenti nel 2015 ad Alessandria. Tra i prodotti lanciati durante il suo primo anno di attività c’è una Vienna Lager che sicuramente piacerà agli amanti delle birre un po’ fuori dalle mode del momento. Lo stile Vienna è infatti uno stile desueto, ma con una secolare tradizione alle spalle. La prima formulazione della ricetta risale al 1841 e si deve ad Anton Dreher (… sì, proprio quello della Birra Dreher). Egli era membro di una famiglia con interessi commerciali in vari luoghi dell’Austria-Ungheria e proprietaria di un birrificio situato a Schwechat, nei sobborghi di Vienna. Accompagnato da un altro rampollo del mondo birrario tedesco, Gabriel Sedlmayr del birrificio Spaten di Monaco di Baviera, girò l’Europa e nel 1833 si recò in Inghilterra, dove attuò delle vere e proprie operazioni di spionaggio industriale, raccogliendo campioni di mosto e lievito nei birrifici di Londra e Burton-on-Trent. Ma la tecnica più preziosa che Dreher riuscì a carpire ai maltatori inglesi fu il processo di maltazione a fuoco indiretto, attraverso cui era possibile controllare e determinare il grado di tostatura dell’orzo germinato evitando che i gas di combustione venissero a contatto col cereale e ottenendo così dei malti “chiari” (pale, in inglese) e non affumicati. Questa rivoluzione datava all’inizio dell’Ottocento, ma si diffuse sul continente solamente a partire dal 1841/42 proprio grazie a Dreher e Sedlmayr. Quando rientrarono in patria, i due imprenditori utilizzarono la tecnologia britannica per realizzare un malto tostato a temperature moderate – detto “Vienna” – che servì come base per un nuovo tipo di birra ambrata a bassa fermentazione “gebraucht nach Wiener Art” (prodotta alla maniera viennese) la quale, nella capitale austriaca, prese appunto il nome di Vienna Lager. Essa ebbe così tanto successo che Dreher negli anni Sessanta dovette aprire birrifici in Boemia, a Budapest e a Trieste. Addirittura lo stile Vienna si diffuse in Texas e in Messico, dove fu portato dagli immigrati austriaci durante gli anni in cui l’Arciduca Ferdinand Maximilian Joseph fu imperatore del Messico (1864-1867). Il successo in quelle terre durò fino al Proibizionismo, grazie a personaggi come Santiago Graf; poi lo stile scomparve ovunque, surclassato dalle Lager industriali. Il revival moderno si deve ai produttori artigianali di tutto il mondo, a partire dagli anni Ottanta del Novecento, ma lo stile Vienna rimane comunque assai poco diffuso.

L’ASSAGGIO

Dopo questo lungo preambolo, passiamo all’assaggio della Vienna Lager. Nel bicchiere la birra è limpida e ha un colore luminoso tra l’ambrato e il ramato. La schiuma è generosa e compatta, color crema, fine e persistente. L’aroma mette in risalto le materie prime: predomina la fragranza del malto Vienna, con sentori di crosta di pane molto puliti, segue un delicatissimo floreale dato dai luppoli e poi di nuovo spuntano un tostato lieve e un biscottato appena accennato. Anche l’assaggio è tutto giocato sull’equilibrio tra malti e luppoli: l’imbocco è decisamente dolce e maltato e tende al tostato, rimanendo morbido senza però annoiare e diventare stucchevole; l’amaro è ben percepibile e bilancia il finale, che tende al secco, rendendo la bevuta facile e piacevole. Le sensazioni retrolfattive hanno persistenza media: emergono di nuovo il malto, la crosta di pane e questa volta anche la frutta secca, il toffee e un accenno di caramello, con una delicata sottolineatura speziata dei luppoli. Il corpo è medio, come anche la carbonazione. Il grado alcolico contenuto permette di gustarsi la Vienna Lager senza troppi pensieri.
Una birra in stile, che fa dell’apparente semplicità e dell’equilibrio i suoi punti di forza: Vienna Lager è estremamente pulita, elegante e al tempo stesso gustosa. Da provare!

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