INTERVISTA A MICAELA “MIKYCHEF” DI COLA


Micaela di Cola in arte MikyChef giovane rampante della cucina italiana tanto amata dal giovane pubblico, tra i concorrenti di Top Chef 2016, programma prodotto da Magnolia per Discovery Italia.
Conosciamola meglio insieme…

 

1) Chi è Micaela Di Cola ? 

Micaela Di Cola in cucina Mikychef..una cucina fatta di tradizione di famiglia, di studio, di ricerca. Alla sicurezza di proseguire nei ristoranti di famiglia ha scelto di farcela con le proprie gambe e dividersi tra la consulenza ristorativa ed il magico mondo del cinema e della pubblicità come home economist. Una chef che crede nel gioco di squadra, che ama condividere la ricerca e crede fortemente che nella cucina ci sia spazio per tutti, le primedonne lasciamole allo spettacolo dice.
Micaela ama lo sport così come Mikychef ama le cose buone. Con un po’ di buona volontà si riesce a far tutto. In fondo non siamo un lavoro, facciamo un lavoro. Perciò chi siamo lo siamo anche nel tempo libero.

 

2) Come immagini la cucina del futuro: tradizionale o innovativa?
Immagino che nel futuro ci sarà un grande ritorno alla cucina di una volta, in parte sta già accadendo; un ritorno alla materia prima di nicchia, con piccoli prodottori che rispettino la terra. Nel piatto ci trovi quel che ci metti.

 

3) Professione cuoco: da artigiano del gusto a star televisiva. Cosa ne pensi?
Non è tutto oro ciò che luccica diceva mia nonna. Tante volte vedo cuochi dare in TV ricette che nei ristoranti non potremmo eseguire senza venir meno alle normali norme HACCP; oppure leggere sulle riviste di ingredienti come la vanillina. Ma le signore a casa hanno iniziato a capire e adottano una visione critica. A volte sui social riprendono i loro miti quando commettono un errore grossolano. Segno che la cucina è ancora molto “televisiva”. Ma una star no.. noi siamo artigiani, artisti 
Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio.” Diceva Andy Warhol
. 
Ma non star. E soprattutto come dico sempre non salviamo le vite, cuciniamo, quindi sarebbe sano rimanere con i piedi per terra.

 

4) Dopo la partecipazione a Top Chef Italia è cambiato qualcosa nel tuo lavoro? Cosa? 

Top Chef Italia ha segnato un nuovo inizio, prima il cliente finale potevo anche non incontrarlo mai nei ristoranti; sui set ancor di più , si vede solo il piatto finito. Quindi la scelta è stata dettata dall’idea di metterci la faccia. Oggi le persone, i clienti ti riconoscono. Tanti nuovi lavori sono arrivati dopo la pubblicità..un claim che dice abbiamo scelto 15 tra i migliori Chef italiani selezionati ti cambia la percezione che gli altri hanno di te. Dal primo momento che indossi quella giacca sei riconoscibile. Ti viene riconosciuto quel valore che avevi ma che in pochi conoscevano a parte gli addetti ai lavori.

 

5) Cosa è per te la cucina italiana e cosa rappresenta? 

La cucina italiana è fondata sulla tradizione, su ricette tramandate da generazione in generazione, da madre a figlia… questo è per me la nostra forza.
 Le radici. 
Da quello parte tutto. La nostra cultura enogastronomica non ha rivali. La sua immediatezza, la sua semplicità unita alla ricercatezza di ogni singolo prodotto..certo poi il nostro compito è di renderla seducente. E qui entra in campo la tecnica e la personalizzazione che ogni di noi riesce a dare con la propria esperienza.

 

6) Un piatto che ti identifica e gli ingredienti che non mancheranno mai nella tua cucina…. 

Un piatto solo non credo possa esistere..qualcuno una volta scrisse non puoi conoscere una donna con un singolo bacio figuriamoci uno chef da un solo piatto. 
Scherzi a parte credo mi si identifichi con piatti che rappresentino il territorio, che siano “belli” come l’altra parte del mio lavoro (food stylist) mi obblighi a fare. Se dovessi sceglierne uno partirei senza dubbio dalla pasta che amo e che mi piace cambiare in ogni menu. Ma anche i risotti. I crudi. Amo fare abbinamenti che sollecitino tutti i sensi. 
Nella mia cucina non manca mai la pasta artigianale di grano duro, un riso Carnaroli che faccia parlare di se già da solo. L’Olio extravergine d’oliva che amo provare tutti gli anni per confermare o cambiare scelta…perché, come i vini, anche gli oli cambiano e un consumatore attendo deve apprezzare le diversità. Un buon pelato che è uno degli emblemi della cucina italiana. Del Parmigiano stagionato. Insomma tutte le eccellenze che ci consentono di portare in tavola l’amore, la passione che viene dalla terra e che è la ricchezza dei professionisti più attenti.

 

7) Cosa significa essere Home Economist e Food Stylist?
Per spiegarlo ai non addetti ai lavori faccio sempre un paragone che amo molto.
Moda e cibo; immaginiamo di avere per modelli degli ingredienti ed ecco: come la Fashion Stylist è la Redattrice di Moda così la Food Stylist è la Redattrice del Cibo.
La Food Stylist realizza i piatti che vedete in cinema, pubblicità e TV. I piatti da mostrare in una scena di un film o da fotografare per una rivista, un catalogo, un cartellone pubblicitario, un libro ecc. L’Home Economist poi deve possedere la capacità di prefigurarsi l’immagine prima dello scatto o dell’inquadratura e avere l’abilità di tradurre le sensazioni olfattive, gustative e tutta l’attrattiva di un piatto reale in qualcosa che sia fruibile attraverso una foto bidimensionale o una ripresa video. Un Food Stylist è chi si occupa di acquistare, oltre che scegliere, gli ingredienti migliori e si premura di gestirli e disporli nella maniera più accurata e precisa per l’operatore, il fotografo (un po’ come dicevamo la stylist nel mondo della moda per gli abiti, gli accessori). Questa figura professionale, deve conoscere i tempi di scatto e di ripresa, che spesso non sono compatibili con la “durata” del piatto e in qualche caso chiede aiuto ad “ingredienti speciali”! Vi faccio qualche esempio: Bastoncini di incenso – Quando capita di dover realizzare una foto di un cibo “fumante”, che sia un BBQ come nella pubblicità di una nota marca di acqua che ho girato tempo fa, ma anche un piatto di pasta…anche se lo scatto viene realizzato appena il prodotto viene impiattato, il vapore “naturale” spesso non ha quella giusta consistenza per essere sufficientemente visibile in video o nello scatto perciò utilizziamo questi piccoli accorgimenti. La glicerina tra i tanti è forse uno dei più longevi “ingredienti speciali”. Quando si deve fotografare una bottiglia o un oggetto appena estratto dal frigorifero ed imperlato di gocce di condensa, quando si vuole simulare un bicchiere ghiacciato ecco che qualche goccia di glicerina renderà il nostro “modello” ricoperto di goccioline in modo esemplare e il nostro scatto risulterà impeccabile!