Non ha la presunzione di insegnare a nessuno come fare le polpette, Roberta Lamberti, chef campana, conosciuta al Gola Gola Festival, che ci racconta della sua passione per i fornelli, per il buon cibo e per le tradizioni genuine fino alla nascita della sua Polpetteria.
Diplomata al Liceo Classico ha frequentato molti corsi universitari, dal DAMS a Economia, prima di trovare la propria strada. Ha deciso di iscriversi ad ALMA – La scuola Internazionale di Cucina Italiana fondata dallo chef Gualtiero Marchesi – perché voleva dare una svolta alla sua vita.
E così la scuola è stato un percorso di rinascita sia lavorativo che personale: grazie al supporto ed ai sacrifici della famiglia ha intrapreso questo viaggio dove ha incontrato veri e propri maestri di vita. ALMA ha dato a Roberta le basi fondamentali, i metodi e le persone con cui confrontarsi per temprare quotidianamente la propria dedizione.
Oggi, dopo la gavetta in alcune maison stellate e le collaborazioni con Rocco Iannone, Andrea Fenoglio, Viviana Varese e Mauro Colagreco, ha intrapreso un’attività indipendente che di stellato ha la dedizione, la passione e le ore di lavoro: “La Polpetteria”, un’impresa nel vero senso della parola!

 

1. Dove c’è cibo c’è festa, ma anche professionalità di artisti che si cimentano nel realizzare pietanze originali: perché un food truck per esprimere le tue capacità?

Credo che il cibo di strada esprima la vera essenza di un luogo. Ovunque nel mondo cerco e assaggio il cibo da strada per capire in fondo l’identità gastronomica di un posto.
Quando ho pensato alla mia identità gastronomica e alla mia provenienza geografica (la Campania) ho subito pensato che il mio modello ideale, nonostante la formazione “stellata”, fosse il cibo da strada. Quello di tutti e per tutti.

2. Scegliere cosa cucinare è il primo step per dare vita ad un food truck. Polpetteria on the road: perché la scelta di cucinare le polpette?

Le polpette? chi non conosce le polpette. Ho pensato a qualcosa riconoscibile da tutti, con la quale potessi non perdere la mia identità di cuoca. Ho studiato tanto questo prodotto e continuo a farlo. é il cibo più declinabile al mondo: le polpette possono essere fatte di qualsiasi ingrediente e per qualsiasi palato, rispecchiano la duttilità ed hanno un potere rievocativo oltremisura, la loro la capacità di conquista è sorprendente per qualsiasi fascia di età.

3. Cosa differenzia il tuo prodotto , oltre gli ingredienti selezionatissimi, da altri truck che offrono la stessa proposta?

Hai detto bene! Gli ingredienti selezionatissimi sono la base del lavoro che facciamo. Un tempo sconsigliavano di mangiare fuori casa le polpette perchè non potevi sapere cosa c’era dentro. Noi selezioniamo ogni prodotto, lo lavoriamo in maniera totalmente artigianale, seguiamo ricette della tradizione e sperimentiamo nuovi abbinamenti. Il prodotto finale che vedete in un cartoccio è il risultato di giorni di lavoro che impieghiamo su tutti i fronti, per realizzare qualcosa di indimenticabile. Io vengo dalla ristorazione stellata, dall’accademia di Gualtiero Marchesi, e posso garantire che il lavoro che c’è dietro ad una polpetta è alla stregua delle maison in cui ho lavorato.

4. Quanto è complicata la “vita di strada”? E quali sono invece i benefici che ogni giorno trai dal tuo lavoro?

La vita di strada è una scelta e come tutti i lavori che puoi scegliere parti da un grande vantaggio. Io sono felice, ma non è per tutti. Quando qualcuno mi chiede che orari fai mi viene sempre un gran sorriso. Non esistono orari ed è ogni giorno un ‘incognita… dipendiamo dal tempo, da tantissime variabili che cambiano sempre…ecco di bello c’è che non ci si annoia mai.
L’aspetto impagabile è il contatto diretto con le persone, dai colleghi con cui condividi gioie e disgrazie ai clienti che diventano dei veri e propri followers!

5. Perché hai scelto di partecipare al Gola Gola Festival?Il Festival era alla sua prima edizione…cosa ti ha convinta?

La città di Parma a cui sono legata da sempre, il buon gusto che hanno i cittadini nel magiar bene ed il programma davvero invitante e pieno di cultura gastronomica oltre che di buon cibo.