ORANGE FIBER: UN TESSUTO DAGLI SCARTI DELLE ARANCE


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Si chiama Orange Fiber ed è una startup che desta curiosità e fa dell’innovazione sostenibile il suo core business. Molti angel investor hanno già contattato il giovane team che compone Orange Fiber e le prospettive di crescita stanno diventando davvero interessanti. Quel che più rende fieri è che questo progetto è interamente made in Italy, nato e sviluppato da due esperienze personali e professionali diverse che si uniscono per realizzare un’idea nata dall’amore per le eccellenze italiane: parliamo di Adriana Santonocito, CEO e Co Founder, e di Enrica Arena, CMO e Co Founder di orange Fiber.

UN TESSUTO DAGLI SCARTI DELLE ARANCE

Proprio così. Il tessuto del futuro può essere ricavato dagli scarti degli agrumi, in particolare dalle arance. Parliamo di 700 mila tonnellate all’anno di sottoprodotto generato dalla produzione industriale, che è sempre stato oggetto di discussione e grande problema in quanto difficilmente riutilizzabile. Qui entra in gioco l’idea di Orange Fiber: da un’attenta analisi e prendendo in esame le principali fonti del settore (tra le quali una statostoca Lenzing del 2011) la startup si è concentrata su come trasformare gli scarti in materia prima per l’industria tessile. Il 60% dei tessuti è costituito da petrolio, il 30% da cotone e circa l’8% da cellulosa e derivati, non convenienti per gli industriali.

Orange Fiber vuole quindi sviluppare filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. L’obiettivo è creare un tessuto sostenibile e cosmetico che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo, vuole riutilizzare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente. E ci sta riuscendo. A febbraio 2014 è stata costituita la startup e a settembre dello stesso anno, grazie anche al finanziamento di TrentinoSviluppo, un avvocato lungimirante e due Business Angel, è stato presentato in anteprima il primo tessuto al mondo ottenuto da agrumi , composto da acetato di agrumi e seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo.

orangefiber

UN FUTURO PER L’INDUSTRIA TESSILE

Non a tutti capita di chiedersi quale sia il reale costo di una t-shirt che troviamo nei negozi a 15€. Dietro a questo costo al pubblico c’è un’industria da troppi anni negligente e poco accorta nei confronti dell’ambiente. Il fast fashion, fondato su modelli di sfruttamento umano e ambientale, ha le ore contate. La rivoluzione non può essere fermata: il futuro della moda è etico e sostenibile. Orange Fiber l’ha capito e lo sta mettendo in pratica, investendo su macchinari industriali che possano avere un basso impatto ambientale fin dai suoi primi prodotti, e producendo tessuti ricavati dagli scarti di ciò che tutti noi mangiamo ogni giorno.

Una startup italiana che utilizza il food per entrare nel mondo della moda è senza dubbio innovativa.

Ilikeitalianfood.com è sensibile a questi argomenti e dopo aver presenziato all’evento Seeds and Chips (Milano 26 – 29 marzo 2015) ha deciso di dare spazio sul proprio magazine a questa iniziativa che ci auguriamo possa continuare a fare passi da gigante.

Maggiori info su orangefiber.it

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